
| ascensori a funi Dopo l'avvento dei primi elevatori - verso la metà del XIX secolo - ascensori a funi che utilizzavano l'energia di macchine a vapore o sfruttavano l'acqua (dapprima come forza motrice diretta e successivamente ascensori a funi come fluido di trasmissione della forza motrice generata da aria compressa o da energia elettrica), l'impiego del motore elettrico ascensori a funi ha costituito il punto di partenza - nell'ultimo decennio del secolo - per il decisivo sviluppo dell'ascensore, affinato poi con dispositivi di sicurezza sempre più efficienti e messo in grado di presentare velocità di marcia sempre maggiore, in armonia con la tendenza a realizzare costruzioni edili di grande altezza. Gli ascensori a fune o elettrici costituiscono tuttora ascensori a funi la categoria più importante della produzione del settore (mondiale). Essi impiegano sistemi di trazione diversi, il cui azionamento può avvenire: - motore in corrente alternata a 1 velocità - motore in corrente alternata a 2 velocità - motore in corrente alternata e regolazione della velocità tramite variazione della tensione applicata - motore in corrente alternata e regolazione ascensori a funi della velocità mediante l'impiego di tensione e frequenza variabile - motore in corrente continua - posizione del locale macchine Corrente alternata a 1 velocità ascensori a funi Gli impianti così equipaggiati - i più semplici - utilizzano un motore asincrono trifase ad unico avvolgimento statorico, allacciato direttamente (o tramite resistenze) alla rete di distribuzione dell'energia elettrica e dotato di elevata ascensori a funi coppia allo spunto: la velocità del motore viene opportunamente ridotta ascensori a funi mediante una coppia di ingranaggi immersi in un bagno d'olio entro una cassa metallica, il cui insieme costituisce "l'argano". Agendo sulle apparecchiature di comando, si mette in marcia il motore, la cui alimentazione viene poi interrotta ascensori a funi quando la cabina è giunta in prossimità della fermata richiesta: un freno meccanico a ceppi determina l'arresto, trasformando l'energia cinetica in una certa quantità di calore. Poiché l'energia cinetica è funzione del carico trasportato, ascensori a funi mentre l'effetto della frenatura è costante, ascensori a funi ne deriva che, a seconda del carico, si vengono ad ottenere in corrispondenza della stessa fermata, posizioni finali di arresto diverse fra loro (dislivelli tra la soglia della cabina e quella del piano). ascensori a funi Dato che l'accelerazione e la decelerazione hanno valori non costanti, il passeggero in cabina avverte sensazioni di partenze ed arrivi al piano forzatamente "brusche ", che diventano intollerabili all'aumentare della velocità. ascensori a funi Per tali ragioni, impianti con azionamento di questo tipo risultano di soddisfacente utilizzo con velocità non superiori a 0,8 m/s; secondo la normativa europea EN 81 la velocità di questi impianti va limitata a 0,63 m/s |